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«Corriere del Mezzogiorno» 13 Agosto 2003 - https://napoli.corriere.it/

COM'ERA RIVOLUZIONARIA QUELLA DESTRA STORICA

UN SAGGIO DI CARLO GHISALBERTI SU SILVIO SPAVENTA

E IL CONCETTO DI STATO NEL RISORGIMENTO

di Lucio d'Alessandro



A Silvio Spaventa è dedicato l'ultimo libro di Carlo Ghisalberti, autore di una delle più note e certamente più studiate storie dell'ordinamento giuridico italiano, .Unità nazionale e unificazione giuridica in Italia. giunto ormai alla dodicesima edizione. Silvio Spaventa tra Risorgimento e Stato unitario (Vivarium, Napoli 2003), non è la raccolta degli studi che nel corso della sua lunga attività di ricerca Ghisalberti ha dedicato alla figura e all'opera dello statista abruzzese - il primo dei quali, del 1971, voluto e incoraggiato da Ruggero Moscati come ci confessa l'autore -; non è neppure una biografia politica che seguirebbe quelle importanti di Paolo Alatri del 1942 e soprattutto Elena Croce, del 1969; nè vengono pubblicati documenti inediti, ancora pochi in verità dopo la fondamentale opera compiuta da Benedetto Croce con la pubblicazione dei volumi dal 1848 al 1861. Lettere scritti documenti. (1898e1923), .La politica della Destra (1910), e poi su impulso del filosofo napoletano, delle .Lettere politiche. (1861-1893) a cura di Castellano.

Il libro è il tentativo di restituire (o di dare finalmente) a Silvio Spaventa il posto che gli compete nel pantheon del nostro Risorgimento nazionale, dal momento che proprio a lui si devono non solo conquiste importantissime nell'assetto del nostro Stato unitario quali, ad esempio, l'introduzione di un modernissimo sistema di giustizia amministrativa, ma anche la stessa elaborazione teorica del concetto di Stato del quale egli fa senza dubbio il massimo teorico liberale italiano.

E tale tentativo poggia su solide basi soprattutto per la meritoria ed attenta attività di ricerca scientifica svolta negli ultimi venti anni dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, che si è concretizzata nella pubblicazione della prima edizione anastatica completa de «Il nazionale», il quotidiano politico letterario voluto e quasi interamente scritto da Silvio Spaventa a Napoli nel 1848 (a cura di Cesare Scarano, con la preziosa prefazione di Eugenio Garin), del completissimo catalogo della mostra su Silvio Spaventa tenuta a Bergamo nel 1990 che contiene tra l'altro, oltre a lettere e a documenti inediti, anche una altrettanto inedita ed assai interessante bozza di discorso sulla questione ferroviaria, e da ultimo, la pubblicazione di tutti gli scritti e discorsi sulle ferrovie come pubblico servizio redatti da Spaventa nel 1876 nel pieno conflitto di interessi (il primo della storia dell'Italia unita) tra i cosiddetti liberisti sostenitori del laissez faire e gli statalisti sostenitori del progetto di nazionalizzazione delle ferrovie italiane (a cura di Sergio Marotta con la prefazione di Aldo Berselli).

La Destra storica fu il vero partito rivoluzionario del nostro Risorgimento dal momento che la destra conservatrice, quella dei clericali, dei borbonici, dei filoaustriaci, dei granduchisti, insomma di tutte le forze reazionarie uscite sconfitte dal Risorgimento, restò fuori dal Parlamento del nuovo Stato pronte a boicottarlo e ad approfittare di qualsiasi cedimento della classe dirigente o di qualsiasi evento di politica internazionale che potesse in qualche modo determinare la crisi del nuovo Stato unitario.

Eppure i molti meriti acquisiti dalla Destra storica non furono sufficienti a conservarle il diritto di governare il Paese: la Destra fu allontanata dal potere, non appena cominciò a mettere in crisi gli interessi forti presenti in Italia, allora concentrati nelle società private a capitale nazionale straniero concessionarie delle ferrovie.

Ciò non toglie che, pur nella fase attuale caratterizzata, da un lato, da un revisionismo storiografico tendente a smitizzare una certa retorica risorgimentale e, dall'altro, dalla esaltazione dell'identità e dell'unità del Paese - quest.ultima soprattutto per l'azione promossa dal nostro Presidente della Repubblica - si debba prendere atto in primo luogo che il nostro Risorgimento fu una vera e propria opera d'arte, come sostenne Golo Mann, perché l'idea dell'Italia come nazione unitaria non esisteva se non nell'animo dei patrioti e degli intellettuali; e, in secondo luogo che non corrisponde alla realtà storica l'idea dell'unità come conquista degli altri Stati italiani da parte del Piemonte, come dimostrano, tra l'altro i recenti studi di Paolo Macry che ha affrontato il tema del crollo repentino degli Stati preunitari.

recensione





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Nicola Zitara mi chiese diverse volte di cercare un testo di Samir Amin in cui is parlava di lui - lho sempre cercato ma non sono mai riuscito a trovarlo in rete. Poi un giorno, per caso, mi imbattei in questo documento della https://www.persee.fr/ e mi resi conto che era sicuramente quello che mi era stato chiesto. Peccato, Nicola ne sarebbe stato molto felice. Lo passai ad alcuni amici, ora metto il link permanente sulle pagine del sito eleaml.org - Buona lettura!

Le développement inégal et la question nationale (Samir Amin)










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